Frazioni di Amatrice

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Sono una cinquantina le frazioni di Amatrice sparse nei boschi, come funghi nascosti sotto le foglie che, in questi giorni di tardo autunno, splendono di oro, rosso e arancio. Ci vivono persone normali, giovani, adulti, anziani, che in pochi minuti sono diventati speciali perchè la terra ha tremato talmente forte da sbriciolare la loro normalità insieme a tutto il resto. A quel punto avere una casa in cui tornare, andare al lavoro, fare la spesa, fare due chiacchere col vicino, andare a scuola, tutta quella somma di gesti che quotidianamente svolgiamo automaticamente, magari a volte senza averne troppa voglia, senza neppure più la consapevolezza, tutto è diventato eccezionale. Le frazioni del paese, per loro natura già appartate come piccoli rifugi, si sono trovate assolutamente isolate, interrotte nei rapporti fondamentali col centro maggiore dall’inagibilità delle strade. Difficile spiegare la sensazione che si prova nell’attraversare anche solo in auto questi luoghi ancora silenziosi, dopo un anno dal terremoto e incontrare persone con la luce frontale che estraggono oggetti da una montagna di pietre e mattoni, che cercano di salvare qualcosa, qualsiasi cosa; doloroso constatare quanto sia ancora diffcile per gli abitanti, percorrere brevi distanze dovendosi districare tra deviazioni che dilatano insopportabilmente i tempi, tempo che ora ha un’importanza centrale in ogni azione che è, a sua volta,  fondamentale. Quando sarà agibile la casa? Quando saranno pronti i nuovi SAE? Quando si potranno recuperare i documenti, sepolti sotto le macerie del municipio? Quanto ci metto ad andare a casa dell’amico che abita nella frazione vicina? Ho ancora un lavoro?

Gli abitanti di Amatrice e frazioni, sono ripartiti da zero; i loro figli, come giovani canne di bambu flessibili e tenaci, sono stati piegati dal dolore, in alcuni casi hanno perso la leggerezza e l’energia ma poi hanno reagito e si sono rialzati; hanno imparato loro malgrado, quali sono le priorità della vita. Per questi ragazzi un legame di amicizia, un libro, un luogo, ora, hanno un significato diverso, perché sono un vincolo prezioso con la quotidianità e sono una proiezione nel futuro.

Vorrei ringraziare Riscatti Onlus che mi ha dato l’opportunità di visitare questi luoghi e conoscere il gruppo di ragazzi di Amatrice e frazioni che ha partecipato al progetto di fotografia DaZero organizzato dall’associazione.

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About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa. Sono laureata in storia dell'arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

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