Di bici eroiche e strade bianche

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Ennesimo successo di partecipanti e di pubblico per L’Eroica di Gaiole

Se vi piace l’idea di una pedalata d’altri tempi per le meravigliose colline del Chianti non perdete tempo e correte a rovistare nelle soffitte e nelle vecchie rimesse dei nonni; il regolamento dell’Eroica infatti parla chiaro: scordatevi la fibra di carbonio e i tessuti d’ultima generazione, sono ammessi solo acciaio, alluminio, lana e acrilico; unica deroga concessa, il caschetto omologato per evitare brutti incidenti.
Fanno le cose per bene, quelli dell’Eroica, sia per quanto riguarda le caratteristiche dei mezzi ammessi alla gara, che per la tenuta dei ciclisti: l’abbigliamento deve essere vintage, ma consono, pena l’esclusione dalla corsa; bandite tutte le due ruote prodotte dopo il 1987 o che non rispettano i severi requisiti tecnici imposti dall’organizzazione, nata con lo scopo dichiarato di “far riscoprire la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”.

Quelli di voi – pochi, scommetto – che non hanno mai sentito parlare di questa manifestazione si staranno chiedendo quanti pazzi ci potranno mai essere in giro disposti a percorrere chilometri e chilometri su strade bianche e bardati con tenute altamente infiammabili: beh, udite udite, ieri sulla linea di partenza erano ben 7mila, rappresentanti di circa 60 nazionalità diverse; per amor di statistica, al via anche 800 donne e volti noti dello sport e dello spettacolo, tra cui Luis Enrique, Piero Pelù e un sempre combattivo Felice Gimondi.

I percorsi sono variabili: si parte dalla passeggiata di 46km fino ad arrivare al massacrante percorso lungo, l’eroica più vera, con 3.700 metri di dislivello e tempi di percorrenza anche di 15 ore…roba da duri, insomma, con tanto di corsa al pronto soccorso di Siena per almeno una ventina di temerari fuori allenamento.
Eppure, nonostante tutti i disagi e le avversità a cui sottopone i partecipanti, la formula dell’Eroica piace…e molto anche!
Sulla scia della classica di Gaiole, che ha festeggiato il ventennale proprio quest’anno con una tre giorni di manifestazioni ed eventi collaterali, il network si è infatti allargato a vari paesi europei, al continente americano – con due tappe, una negli USA e una in Uruguay – al Sud Africa e al Giappone, dove le terre attorno al monte Fuji rendono nere le “strade bianche”; per i più sedentari, infine, c’è la possibilità di pedalare tutto l’anno sul percorso permanente, che si snoda attraverso la Val d’Arbia, Montalcino e la Val d’Orcia.

Più che una corsa, dunque, uno stile di vita e un modo alternativo di intendere il ciclismo: aveva dunque ragione quel tale quando diceva che la corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso?

 

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Trentenne, milanese, un marito, due gatti, una formazione umanistica e un lavoro nella comunicazione, donna in cOrriera per scelta ma pigrona per vocazione. Amo lo sport, la moda, il teatro e qualsiasi pezzo di carta dove ci siano sequenze di parole. Adoro il rosa e tutto quello che è strano e kitsch, ma odio gli eccessi senza senso e la provocazione fine a se stessa. Ancora devo decidere se mi piace la gente...per ora osservo e prendo appunti, vediamo se prima degli 'anta' riuscirò a capirci qualcosa...

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