Il museo di Camille

0

A quasi 75 anni dalla morte, finalmente la Francia dedica un museo alla scultrice Camille Claudel, negli spazi della casa che fu di famiglia

Una donna libera e indipendente, insofferente alle convenzioni sociali, tanto più impegnative se si appartiene ad una famiglia della borghesia della provincia francese, non poteva avere vita facile alla fine dell’800. Camille Claudel ebbe una vita terribile: il suo corpo forte e la sua energia creativa le permisero di creare sculture, di delicata bellezza e impatto emotivo, in un ambito solitamente esclusivo degli uomini. Pagò la sua necessità di autonomia con l’oblio artistico prima, perennemente occultata dall’ombra del gigante Rodin, di cui fu amante scomoda e dal temperamento difficile, e poi sociale con la reclusione forzata, voluta dalla madre bigotta e dal fratello ipocrita politico e poeta in vista, in un manicomio in cui passò gli ultimi trent’anni della sua vita. Entrò sana, impazzì e non ne uscì neppure da morta, di nuovo nascosta, nel cimitero della casa di cura.

A ulteriore sfregio della sua memoria, Camille venne spesso presentata come semplice allieva di auguste Rodin  e molte delle sue sculture furono esposte nella casa museo dell’uomo che, forse involontariamente, aveva allargato la crepa della sua fragilità mentale e che lei trasformò infine in una vera e propria ossessione; sebbene negli ultimi anni il lavoro della Claudel sia stato studiato con maggior attenzione e ne siano stati individuati forti elementi di originalità, il corpus delle sue opere, disegni e fotografie ancora non avevano trovato una collocazione adeguata.

Ora finalmente Camille torna a casa, se non con i suoi resti mortali, ancora interrati a pochi metri da quel manicomio che l’aveva già sepolta viva, con i suoi resti immortali: le fotografie, i gessi, i bronzi e i marmi delle sue opere hanno finalmente trovato collocazione stabile in quella che fu la dimora di famiglia fino alla sua adolescenza e dove si manifestarono precoci le sue grandi doti artistiche.  Ora esiste il Museo Camille Claudel.

http://www.museecamilleclaudel.fr/fr

 

 

 

 

 

Share.

About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa.
Sono laureata in storia dell’arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

Comments are closed.