Questa sfilata non s’ha da fare…

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Il Direttore degli Uffizi Eike Schmidt dice no alle sfilate all’interno del museo.

Vi abbiamo parlato qualche giorno fa della controversa questione del “caravasterisco” di Brera, domandandoci se Bradburne avesse deciso di esporre la Giuditta che decapita Oloferne per effettiva convinzione o per un’astuta mossa di marketing.
Mentre aspettiamo di vedere come si evolverà la vicenda, a qualche centinaio di chilometri di distanza, un altro Direttore ha compiuto una scelta in netta controtendenza, decidendo di proteggere il patrimonio museale sotto la sua tutela da quelle che potremmo definire “performance indiscrete”.

Che il direttore degli Uffizi Eike Schmidt non fosse particolarmente entusiasta di ospitare eventi di moda nella sua Galleria lo si era capito già a gennaio quando, a margine della presentazione di Pitti Uomo fatta dal Ministro della cultura Franceschini, aveva accolto con favore le proposte di collaborazione con Pitti Immagine e dell’investimento comunale sul museo del Costume, ma si era dimostrato freddo sulla possibilità di trasformare sale e corridoi in una passerella.
La definitiva bocciatura è arrivata però ieri, quando lo storico dell’arte tedesco ha dichiarato all’agenzia Ansa: “Non solo le sale, che è più che ovvio, ma nemmeno i corridoi sono a mio parere luoghi adatti, per la presenza di statue. Per principio, dirotterei un’eventuale richiesta di questo genere su Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, che hanno moda e costume tra le loro vocazioni. I luoghi disponibili per eventi privati nella galleria si limiteranno dunque alla biblioteca Magliabechiana e alla terrazza. Cene e iniziative speciali continueranno, l’importante è che abbiano una componente culturale e includano una visita nelle gallerie”.

La notizia non ha per ora suscitato particolari polemiche, anche perché Schmidt si è più volte dimostrato aperto ed attento ad eventi e iniziative promozionali, svolti sotto la stretta sorveglianza dei dipendenti del museo e regolati da rigidi protocolli che permettessero il rispetto dei manufatti e degli spazi.
Che la generosità dei privati sia un’importante voce di bilancio anche per una realtà come gli Uffizi è fuor di dubbio, si mettano l’anima in pace gli ultimi romantici: purtroppo non bastano le continue frotte di visitatori per mantenere uno standard di eccellenza, e i fondi statali sono – perdonateci la banalità – assolutamente e costantemente insufficienti.
Proprio per questo, però, apprezziamo un Direttore che abbia il coraggio di mettere un freno alla spettacolarizzazione dell’arte, che rinunci alle luci della ribalta e che pensi a proteggere le opere che gli sono state affidate: Firenze è ricca di spazi scenografici e ricchi d’arte, in grado di ospitare il circo della moda garantendo un basso numero di incidenti e, di conseguenza, di polemiche.

Mentre gli addetti ai lavori si dovranno mettere dunque l’anima in pace – almeno finché Schmidt lavorerà sulle sponde dell’Arno – il nostro pensiero va allo stilista Stefano Ricci, a cui nel 2012 è stato permesso di sfilare agli Uffizi: ci piace immaginarlo gongolante ed orgoglioso, fiero di essere stato l’ultimo a poter calcare una scena così prestigiosa; un 40esimo anniversario di attività così esclusivo probabilmente non se lo sarebbe mai immaginato nemmeno lui…

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Trentenne, milanese, un marito, due gatti, una formazione umanistica e un lavoro nella comunicazione, donna in cOrriera per scelta ma pigrona per vocazione.
Amo lo sport, la moda, il teatro e qualsiasi pezzo di carta dove ci siano sequenze di parole. Adoro il rosa e tutto quello che è strano e kitsch, ma odio gli eccessi senza senso e la provocazione fine a se stessa. Ancora devo decidere se mi piace la gente…per ora osservo e prendo appunti, vediamo se prima degli ‘anta’ riuscirò a capirci qualcosa…

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