Tutti gli abiti del Presidente

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La corsa di Hillary Clinton alla carica più importante della nazione passa anche dal guardaroba

 

Quando uno dei candidati al ruolo di Presidente della nazione più potente della terra è una donna, anche la scelta degli abiti da indossare durante i dibattiti pubblici, assume un ruolo di primo piano nella strategia di comunicazione e il taglio dell’abito, il colore, lo stilista che l’ha disegnato, diventano veicoli di messaggi subliminali che offrono un’arma in più.

I completi giacca e pantalone disegnati da Ralph Lauren per i tre faccia a faccia con Donald Trump, a esempio, sono rigorosi, semplici: abiti che trasmettono un senso di elegante pragmtismo e non concedono spazio alle frivolezze. Hillary è una donna di una certa età e un po’ come la collega tedesca Angela Merkel, decide di rinunciare alla femminilità in favore di un messaggio di concreto impegno politico. I colori: nel primo incontro del 26 settembre a New York, una delle città più progressiste degli Stati Uniti, il tailleur è di un rosso acceso; il 9 ottobre a Saint Louis in Louisiana, stato del sud povero e ad alta concentrazione di afroamericani, l’abito che indossa è di un classico e sobrio blu navy con risvolti bianchi; nel terzo e ultimo faccia a faccia a Las Vegas, in Nevada, giacca e pantaloni sono di un bianco sfavillante e, sarà la location a condizionare, ricorda un po’ un predicatore da palco. Dunque rosso, blu e bianco, i colori della bandiera, in cui il rosso significa ardimento e valore, il blu rappresenta vigilanza, perseveranza e giustizia e il bianco purezza e innocenza. Non è casuale la scelta dei colori e molto probabilmente nemmeno la scelta di indossarli in quelle determinate città.

Aver poi designato Ralph Lauren, il più significativo fashon designer statunitense, come proprio stilista ufficiale, lancia un ulteriore importante messaggio di protezionismo e attenzione sul Made in USA e cancella l’incidente  della giacca di Armani da 12.500 $ che all’inizio della campagna aveva un po’ danneggiato l’immagine di “everywoman”, una donna come tutte le altre, con la quale aveva cercato di avvicinarsi all’elettorato femminile.

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About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa.
Sono laureata in storia dell’arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

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