A night with…Ken Follett

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Lo scrittore gallese incontra i suoi fan al Teatro San Babila di Milano.

Il giallo preferito della mia infanzia? Il mistero degli studi Kellerman, suo.
Il primo libro “da grande”?Il terzo gemello, sempre suo e, devo ammetterlo, neanche un gran che.
Il primo (e per ora unico) personaggio per cui ho fatto ore di fila per un autografo? Ancora lui…e Mondo senza fine.
Potevo quindi mancare all’evento Forever Follett, organizzato al Teatro San Babila di Milano da Panorama, incontro iniziale del ciclo Panorama d’Italia?Beh – ça va sans dire – proprio no!
L’appuntamento è per le 18.00 ma io, per non sbagliare, arrivo con più di mezz’ora di anticipo, mi metto in fila e inizio ad ascoltare il cicaleccio degli altri fortunati che sono riusciti a prenotare uno dei pochi posti disponibili. Il pubblico è variegato per età e sesso – le più scatenate sono delle insospettabili sciure di una certa età – l’entusiasmo è a mille, pian piano si formano piccoli capannelli di fan che commentano i loro libri preferiti e si raccontano aneddoti e storie legate a questo o a quel romanzo.
Una volta riempito il teatro bastano pochi minuti al direttore di Panorama Giorgio Mulè per introdurre l’illustre ospite che, ovviamente, non ha bisogno di grandi presentazioni. L’applauso che accoglie il best seller britannico è lungo e scrosciante, vola qualche complimento, poi il silenzio: si spengono le luci e inizia l’avventura attraverso le storie e la Storia.

Grazie ad un breve video, il pubblico si ritrova a viaggiare con Follett verso il profondo sud degli Stati Uniti, ripercorrendo le orme di George e Maria, i Freedom Riders protagonisti de I giorni dell’eternità, la sua ultima fatica nonché capitolo conclusivo della trilogia del Millennio, serie che ripercorre i principali eventi del Secolo breve.
La traversata del Nuovo Mondo offre lo spunto per parlare di come nascano quei romanzi che riescono a calamitare l’attenzione del pubblico per centinaia e centinaia di pagine.
La risposta pare semplice: la base di tutto è la Storia.
Se cambiassi la storia i lettori non vivrebbero le stesse emozioni…perché un lettore sa sempre quando uno scrittore mente: si potrebbe riassumere in queste poche parole il senso dell’intera produzione dello scrittore gallese, attento pianificatore e meticoloso ricercatore. Le vicende dei suoi personaggi si inseriscono perfettamente nel grande canovaccio della Storia, il lavoro di revisione del testo – ad opera non solo dei preziosi editor, ma anche di storici esperti – serve a ricreare un’atmosfera e una percezione sensoriale degli eventi, non solo ad ordinarli nel modo più corretto possibile.
Non è quindi un caso, tornando a parlare dei personaggi della trilogia, che Follett abbia dedicato alcune tra le sue righe più belle ai conservatori: non tutto può essere considerato bianco o nero ed è proprio per questo che ai personaggi più lontani da lui e dalle sue idee sono concesse le migliori argomentazioni possibili. Alla domanda su cosa significhi essere di sinistra oggi, risponde con grande senso critico che in una società come quella contemporanea è impossibile non ascoltare anche le voci di quanti si dicono contrari all’inclusione: nonostante la paura stia generando dei mostri è importante coltivare con pazienza e perseveranza i principi dell’accoglienza e dell’apertura verso il prossimo.

Tolleranza, libertà religiosa e fanatismo non sono dunque questione di questi ultimi tempi; prova ne è che costituiscono il cardine di A column of fire, il nuovo, attesissimo volume che uscirà nella seconda metà del 2017 e che concluderà il ciclo composto da I pilastri della Terra e Mondo senza fine.
Follett torna a Kingsbridge per raccontarci dell’Inghilterra elisabettiana, delle lotte per la successione e del servizio segreto di Sua Maestà, di cui fa parte Willard, uno dei protagonisti del romanzo, la cui trama è purtroppo rimasta rigorosamente top secret.
Ci toccherà attendere ancora a lungo per sapere cosa succederà questa volta all’ombra della cattedrale, ma le premesse sono già di per sé ottime: Elisabetta era il nemico numero 1 d’Europa e gli uomini votati a proteggerla i più agguerriti e capaci, tanto abili da permetterle di morire anziana e nel suo letto, per di più per cause naturali.

Con queste ghiotte anticipazioni si chiude l’ora concessa ai fan ma, prima di dirigersi nel foyer per la firma copie, Follett risponde all’ultima domanda di Mulè che, facendo riferimento ad un passaggio del video iniziale, gli chiede se avere ben chiaro un obbiettivo sia ancora il mezzo migliore per raggiungerlo: al giorno d’oggi, dice lui sornione, avere chiaro un obiettivo non è più sufficiente… ma è l’unica cosa che abbiamo.
Beh, che dire…arrivederci Ken, alla prossima storia, alla prossima avventura.

 

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About Author

Trentenne, milanese, un marito, due gatti, una formazione umanistica e un lavoro nella comunicazione, donna in cOrriera per scelta ma pigrona per vocazione.
Amo lo sport, la moda, il teatro e qualsiasi pezzo di carta dove ci siano sequenze di parole. Adoro il rosa e tutto quello che è strano e kitsch, ma odio gli eccessi senza senso e la provocazione fine a se stessa. Ancora devo decidere se mi piace la gente…per ora osservo e prendo appunti, vediamo se prima degli ‘anta’ riuscirò a capirci qualcosa…

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