Nel blu dipinto da Blu

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Ma ci sono anche il rosso, il giallo, il verde e gli atri colori dell’arcobaleno nel murales che Blu ha recentemente dipinto sulla parete di una casa occupata della periferia di Bergamo

Blu, street artist noto a livello internazionale e che ha dipinto numerosi murales in giro per il mondo,  ha la fortuna di possedere una sensibilità sociale e una libertà di pensiero tali da permettergli di intervenire con la sua arte nei luoghi più disparati, dalle torrette di controllo in Israele alle aree industriali dismesse, nel tentativo di pungolare l’opinione pubblica con immagini di grande formato che non possono non attirare l’attenzione.

Per questa ragione l’artista italiano, poco o nulla si sa della sua identità e in ogni caso non è un’informazione così rilevante, ha dipinto la parete di una palazzina occupata nel quartiere di Celadina, area di edilizia popolare ed edifici abbandonati nella periferia di Bergamo. Invocando il diritto di tutti alla casa anche di chi per difficoltà non si può pemettere i costi medi vigenti in una città ricca, Blu ha dipinto un’opera che non passa inosservata: un’esplosione di colori alta tre piani, copre come a proteggerli i personaggi del nostro mondo sovraffollato , i quali  anche nella casa immaginaria sono ammassati, sovrapposti, tutti incastrati, pressati sotto un tetto dipinto sotto il tetto vero e a cui vogliono comunque tutti tornare.

Sì perché avere una casa è bello, è una fortuna. La maggior parte di noi nemmeno se ne rende conto, è nata in famiglie che hanno un’abitazione, e a sua volta vive in affitto o è riuscito ad acquistarne una. Il tetto sulla testa è un’ovvietà, sia il nostro o quello dei nostri genitori, che non vacilla mai. Quasi mai. Sempre più spesso infatti le variabili che rendono instabile la nostra economia e di conseguenza le nostre vite minano anche le certezze più radicate.

In questo quadro dalle tinte fosche, i colori chiassosi e le centinaia di figure dipinte da Blu, oltre a portare un’ondata di allegro caos nel quartiere, diventano paladini di una battaglia locale che altrimenti sarebbe potuta passare inosservata.

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About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa. Sono laureata in storia dell'arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

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