Entra e…Escher

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Palazzo Reale di Milano ospita fino al 22 gennaio 2017 la mostra dedicata a uno degli artisti più amati ed enigmatici del XX secolo

Il fascino magnetico del rebus; l’ipnotica attrazione di forme in trasformazione; l’impossibile sfida rappresentata dalla matematica tradotta in immagine.

Nessuno rimane indifferente alle opere mutanti, inquietanti, psichedeliche, psicotiche. Lui, Maurits Cornelis, per tutti è semplicemente Escher, quasi un brand, un marchio irriproducibile che vanta innumerevoli tentativi di imitazione. La notizia di un’imminente mostra a lui dedicata ha il potere di attirare un  pubblico delle più svariate fasce d’età, gusti ed estrazione e il merchandising si scatena con stampe, tazze magliette, libri, cataloghi con le sue opere riprodotte ovunque.

Perché? Sarà forse per effetto di quelle suggestioni che, travalicando spazio  e tempo, dagli occhi passano direttamente all’inconscio per essere poi rielaborate in maniera personale da ciascuno di noi e ancora più forte è l’attrazione quando il meccanismo si inceppa e lo sguardo percorre senza sosta l’immagine; ecco che il cervello, non riuscendo a cogliere la soluzione intima, cerca nella razionalità una risposta che non arriverà. Si può dunque impazzire osservando l’acqua che alimenta il mulino scorrere il proprio intero percorso su una superficie piana, o constatando che delle scale, salendo, possono giungere alla stessa altezza da cui erano partite.

Come possono degli uccelli trasformarsi in pesci? Chi ha disegnato la mano che ora tratteggia il polsino? Esiste una dimensione in cui un uomo in posizione eretta possa percorrere tutte quelle scale? C’è davvero qualcuno a cui interessa tutto questo, ci si potrebbe chiedere? C’è qualcuno che riesce a resistere allo spettacolo dell’illusionista?

Maurits Cornelis Escher definiva il proprio lavoro come un gioco molto serio e tutti coloro che visiteranno la mostra avranno l’opportunità di parteciparvi.

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About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa. Sono laureata in storia dell'arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

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