Dalla stele alle stelle

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La sonda spaziale Rosetta termina il suo viaggio dopo dodici anni di onorato servizio.

Lo schianto è avvenuto dopo dodici anni di onorato servizio, nel primo pomeriggio dello scorso 30 settembre. Prima di pensionarsi definitivamente, però, la sonda spaziale Rosetta ha lasciato agli scienziati terrestri le ultime, preziose foto di 67P, l’asteroide dalla curiosa forma di paperetta che era stato il suo obiettivo sin dal decollo nel 2004.
Nata in fase embrionale alla fine degli anni ’70 e passata attraverso numerose modifiche dovute sia all’evoluzione delle tecnologie aerospaziali che a endemiche limitazioni di fondi, la missione Rosetta, sviluppata in tandem da ESA e NASA, aveva uno scopo ben preciso: come la stele scoperta da Champoillon a fine ‘700 aveva permesso di scoprire le meraviglie di una civiltà perduta – quella egizia – così la piccola sonda spaziale avrebbe dovuto fornire agli uomini materiale per capire l’origine delle comete e la relazione tra queste e la nascita del sistema solare.

Mi perdonino gli appassionati ma, dato che le mie competenze in materia di astrofisica, astronomia o quel che è, non vanno molto oltre a questa semplice spiegazione, per notizie più tecniche vi rimando ai siti dell’ESA e dell’ASI, le Agenzie Spaziali Europea ed Italiana che hanno avuto un ruolo chiave sia nella progettazione di Rosetta e del suo lander, Philae, che nella gestione dei loro tempi di viaggio.
Quel che posso dirvi, però, è che dal 2004 e per i successivi dodici anni questa sonda è diventata un’amica per tutti quelli che per diletto o per lavoro alzavano gli occhi al cielo e parlavano alle stelle.

Mentre girava tre volte attorno alla Terra, una attorno a Marte e a due diversi asteroidi, mentre si riposava per circa tre anni e si risvegliava per intraprendere l’ultima parte del suo viaggio, quaggiù sul globo terraqueo le sono stati dedicati cartoons, concorsi a premi, giochi e canzoni. Prima o poi tutti noi abbiamo sentito parlare di lei e del suo viaggio, grazie soprattutto ad un’attività di divulgazione senza precedenti: mai nella storia era successo che le immagini e i dati trasmessi da una sonda spaziale fossero diffusi in maniera così estesa e resi disponibili per l’utilizzo libero su siti e blog (ne abbiamo approfittato anche noi), mai era capitato che una missione di questo genere sfociasse in una stampa 3D di una cometa, mai un progetto spaziale era stato seguito così assiduamente sui social network.

Grazie a questo approccio popolare è stato possibile anche a noi scienziati della domenica di avvicinarci un po’ di più allo spazio, di capirne qualche meccanismo e di sentirci parte di un progetto di cui sentiremo sicuramente parlare anche nei prossimi anni; certo, sarà strano non ricevere più i periodici aggiornamenti sulle scoperte di Rosetta, ma ci piace pensare che questo sia stato solo il primo di numerosi viaggi a cui, in un modo o nell’altro, potremo partecipare tutti.

 

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Trentenne, milanese, un marito, due gatti, una formazione umanistica e un lavoro nella comunicazione, donna in cOrriera per scelta ma pigrona per vocazione. Amo lo sport, la moda, il teatro e qualsiasi pezzo di carta dove ci siano sequenze di parole. Adoro il rosa e tutto quello che è strano e kitsch, ma odio gli eccessi senza senso e la provocazione fine a se stessa. Ancora devo decidere se mi piace la gente...per ora osservo e prendo appunti, vediamo se prima degli 'anta' riuscirò a capirci qualcosa...

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