Essere Gerald Foos

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Il signor Gerald Foos, negli anni Settanta compra un motel ad Aurora in Colorado, uno degli Stati Uniti rinomato per le bellezze naturalistiche e gli impianti sciistici. Il Manor House è carino, pulito e in posizione strategica, i clienti si alternano numerosi e l’attività prospera. Tutto normale insomma, uno di quei posti da film americano in cui arrivi, ti registri come Albert Einstein o Tamara de Lempicka e nessuno fa una piega, e poi parcheggi l’auto proprio di fronte alla porta della stanza. Ciò che rende eccezionale il luogo è che per circa trent’nni è stato l’esclusivo laboratorio di analisi sociale del suddetto signor Foos il quale, con l’entusiastica complicità della prima moglie, aveva dotato molte delle abitazioni di false griglie di ventilazione, dalle quali spiava le abitudini degli inconsapevoli avventori.

Non bisogna tuttavia immaginare il signor Foos come un pericoloso sociopatico, un Norman Bates della pugnetta insomma, ma piuttosto come un guardone megalomane che ha costruito il proprio lavoro e quindi la propria vita attorno al proprio vizio, e che pure ha avuto figli, due mogli e una vita sociale all’interno della propria comunità. Lo scrittore e giornalista del New Yorker Gay Telese, che è stato per tutti quesi anni testimone e custode del segreto di questo strano personaggio,  ora che eventuali accuse a Foos di violazione della privacy sono cadute in prescrizione, avendo egli venduto nel 1995 i motels, sì ne aveva comprato un altro e sì, spiava anche in quello, ne pubblicherà la storia. Buona parte del libro si baserà sulle considerazioni e i dati raccolti dall’albergatore in più di 300 pagine di diario redatte negli anni  e in cui emergono oltre ai dati di carattere sessuale, suo principale interesse e attraverso il quale si può osservare anche il cambiamento della società, note sulla vita delle persone, e sulle loro miserie quotidiane. Foos in tutti quegli anni  ha infatti avuto modo di assistere a litigi, prostituzione maschile e femminile, spaccio di stupefacenti, e persino a un omicidio. Ha visto passare dalla sue stanze, gli effetti della guerra in Vietnam, coppie omosessuali e coppie miste quando ancora molti americani ritenevano un reato entrambe le cose.

Sì Gerarld Foos era un guardone e pure piuttosto sofisticato, non nego che se avessi scoperto di essere stata una delle sue cavie, la cosa mi avrebbe piuttosto infastidita eppure, nell’era dei reality show di tutti i tipi, dei social network e dei siti su cui vengono pubblicati i video amatoriali delle performance sessuali di coppie consenzienti ma a volte anche ignare, il signor Foos col suo diario scritto a mano, unica forma di registrazione dei fatti da lui utilizzata, è quasi una figura romantica.

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About Author

Sono nata e cresciuta in un villaggio della provincia bergamasca, quasi bresciana, nascosto tra le nebbie della Pianura Padana. Ho scelto Milano come città di adozione perchè, se impari a conoscerla, non è una città caotica, non è per forza fashion e può pure capitare di chiacchierare col vicino di casa. Sono laureata in storia dell'arte e lavoro nel variegato mondo della comunicazione.

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