Le calde notti della pista azzurra

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Al mondiale di Londra Filippo Ganna è campione nella gara ad inseguimento individuale

Alla fine della gara a inseguimento individuale l’urlo di Filippo Ganna e il tempo del cronometro parlano chiaro, 4’16’’141: oro mondiale, record italiano frantumato e un nuovo, giovane astro nel firmamento del ciclismo su pista.
Un tifoso superstizioso potrebbe pensare che il destino del giovane pistard fosse scritto dalla nascita: il 25 luglio del 1996 Andrea Collinelli vinceva l’oro olimpico nell’inseguimento individuale sulla pista di Atlanta e faceva registrare il primato nazionale, mentre il suo cognome lo portava già Luigi, trionfatore al primo Giro d’Italia.
Da ieri sera anche il suo nome è entrato nella storia, vicino a signori di un certo calibro come Fausto Coppi – iridato nel 1947 e 1949 – Guido Messina – campione per ben tre volte da pro e altrettante da dilettante – e Francesco Moser, l’ultimo a essere salito sul gradino più alto del podio ormai quarant’anni fa.

Filippo non è solo un proiettile in pista: passista potente e combattivo, con i suoi 193 centimetri si è fatto notare su strada sia tra i dilettanti, dove corre per il team Colpack, che durante lo stage ottobrino nella Lampre di Beppe Saronni, uno che di campioni se ne intende.
Ci ha visto bene anche il c.t. della nazionale Marco Villa, che lo ha portato al Mondiale sapendolo un potenziale campione, ma probabilmente senza immaginare che sarebbe diventato il simbolo della spedizione azzurra nella Gelida Albione, la punta di diamante di una squadra che sta crescendo, meritandosi il quarto posto nella gara d’inseguimento maschile a squadre e il pass olimpico femminile nella stessa specialità.

Freschi di questo trionfo aspettiamo ora di vedere come si comporterà Elia Viviani nella prova a punti: attualmente secondo a pari merito con il campione uscente, il colombiano Fernando Gaviria, il velocista del team Sky affronterà oggi le ultime tre prove (kilometro, giro lanciato e corsa a punti).
Comunque vada, una cosa è certa: le prospettive degli azzurri per Rio 2016 non sono mai state così rosee… Vamos vê-lo nos Jogos Olímpicos.

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Trentenne, milanese, un marito, due gatti, una formazione umanistica e un lavoro nella comunicazione, donna in cOrriera per scelta ma pigrona per vocazione.
Amo lo sport, la moda, il teatro e qualsiasi pezzo di carta dove ci siano sequenze di parole. Adoro il rosa e tutto quello che è strano e kitsch, ma odio gli eccessi senza senso e la provocazione fine a se stessa. Ancora devo decidere se mi piace la gente…per ora osservo e prendo appunti, vediamo se prima degli ‘anta’ riuscirò a capirci qualcosa…

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